In base a cosa si misura il guadagno?
La misura del guadagno dalla merce venduta il capitalista la misura in base ai costi di produzione della merce, cioè se il guadagno si trova
sopra o sotto tali costi.
Fissiamo alcuni concetti primitivi.
Il prezzo di una merce esprime in denaro il rapporto in cui le altre merci vengono date in cambio di essa.
Se il prezzo della seta aumenta, e il prezzo dell’argento rimane costante, il prezzo di quest’ultimo cade rispetto a quello della seta e per ricevere la stessa quantità di seta è necessario scambiare più argento. Dunque se il capitalista che produce seta è nelle condizioni di poter alzare il prezzo della seta assicurandosene la vendita ( ad esempio se c’è poca disponibilità di seta ) e dunque massimizzando il profitto constringe gli altri a scambiare una maggior quantità di altre merci, mentre lui con la stessa merce ottiene più merci in cambio. Inoltre cambia anche la quantità di lavoro da parte degli altri per produrre più acciaio o quel che sia, per poterlo scambiare con la stessa quantità di seta o della merce di cui è aumentato il prezzo. Se la situazione perdura, come in caso di monopolio di un produttore di seta, gli altri saranno costretti a smerciare la loro merce a minor prezzo e per massimizzare i guadagni abbassare i salari o aumentare il lavoro. In entrambi i casi il salariato l’operaio salariato perde potere d’acquisto o tempo… in un caso producendo più acciaio allo stesso salario, in un altro avendo abbassato il salario.
Il capitalista allora ha un’altra soluzione. Far emigrare il capitale disponibile verso un ramo industriale più attivo finchè il prezzo non cadrà ancora una volta e si tornerà al guadagno abituale. In questo caso però tutto dipende dal momento in cui sceglie di investire in altra merce dal prezzo più alto il suo capitale. Infatti vi potranno essere delle rimanenze di acciaio non ancora vendute e dunque da smerciare a prezzo più basso, inoltre spostare di nuovo tutto il capitale potrebbe creare una sovraproduzione con relativo abbassamento anticipato del prezzo della nuova merce. Ma con una buona gestione del capitale ciò potrebbe essere superato. Ciò che rimane in evidenza però è che con il capitale il capitalista aveva acquista il lavoro dei suoi salariati per produrre acciaio, se questi non sono convertibili all’altra produzione, dimisce il loro salario o lo perdono del tutto. Ma il lavoro specializzato del salariato nella produzione di acciaio fà si che se il lavoratore perde il suo posto si metterà ancora sul mercato del lavoro offrendosi al migliore offerente. Ma non potrà più tornare al salario originale in quanto l’acciaio in sè ha avuto una sovraproduzione, una caduta del prezzo o una diminuzione della domanda, per cui anche presso un altro capitalista il suo salario sarà sempre più basso rispetto a prima. Questo è il punto debole dell’operaio specializzato che nasce in questo sistema economico.
Ma vediamo il caso opposto, cioè, se il prezzo della merce scende. Bè in questo caso si riprende dal punto vista prima in riferimento al produttore di acciaio il cui prezzo scende rispetto a quello della seta.
Dunque il prezzo di mecato di una merce sta al di sopra o al di sotto del suo prezzo di produzione, e rispettivamente si genera una immigrazione di capitali verso il ramo più fiorente o una emigrazione dal ramo meno richiesto.
La domanda stessa della merce dipende dai suoi costi di produzione, dal salario che essa genera ecc… ma questo è un rapporto più complesso.
Il rialzo e il ribasso del prezzo si integrano a vicenda, così come emigrazione e immigrazione di capitali, in modo che si integrino a vicenda. Almeno così era prima ( primi del 900) o dovrebbe essere oggi. Ma nel capitalismo attuale il profitto tende a massimizzarsi, e una quota sempre maggiore cioè di profitto non viene reinvestita in attività materiali e rimane ad aumentare il patrimonio fermo del capistalista.
Il prezzo viene determinato dai costi di produzione. In generale gli economisti sostengono che la legge è che il prezzo medio di tutte le merci è uguale ai costi di produzione. Ma le oscillazioni del prezzo determinano col loro corso il prezzo secondo i costi di produzione.
Questa considerazione non vale per il singolo prodotto, ma per un intero ramo industriale e per la classe industriale nel suo complesso.
Dunque il prezzo si determina in generale in base ai costi di produzione, o almeno quella è la base minima ma insufficiente.
Il prezzo parte dai costi di produzione, i costi di produzione sono determinati dal capitale investito nella produzione della merce—>>>>
costo delle materie prime, e delle macchine… e logorazione delle macchine. E il prezzo del lavoro che si misura con il tempo impiegato.
Il prezzo del salario a sua volta si configura allo stesso modo, cioè rapporto fra domanda e disponibilità, fra concorrenza dei capitalisti acquirenti del lavoro e lavoratori che lo offrono. Anche qui quindi il lavoro è una merce il cui costo si determina in generale anche dal rapporto domanda—>>> offerta.
Il lavoro è una merce, dunque ha un costo di produzione, il suo costo di produzione è l’insieme dei costi necessari per conservare l’operaio come operaio e per formarlo come operaio. Meno tempo di formazione richiesto all’operaio per il suo lavoro vuol dire un costo minore del suo lavoro. ( Da notare che nelle catene di montaggio moderne l’operaio ha pocchissima specializzazione, dunque il suo lavoro non ha richiesto molta formazione per cui costa meno )Nell’industria moderna basta a volte la semplice esistenza dell’operaio per cui il suo costo non comprende la sua formazione, dato che non c’è n’è stata, ma è solo quello per tenerlo in vita, o meglio alle merci necessarie che l’operaio deve acquistare per vivere. ( L’atrocità in questo sta nel fatto che l’operaio nel salario non ha profitto, ma riceve un pareggio fra le sue ore di lavoro e le merci che deve consumare per vivere )
Il prezzo del lavoro è determinato dal prezzo dei mezzi di sussistenza necessari. Questo è il salario MINIMO. Il salario minimo vale però per l’insieme degli operai e non per il singolo, dato che alcuni avranno il minimo per la sussistenza, altri a stento avranno il minimo e altri forse avranno un pò di più.